Il Baco da seta - Museo Valdimagnino

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Il Baco da seta

Il Museo

Il baco da seta
Anche nella valle imagna, come avveniva nella antistante pianura, venne introdotto l'allevamento del baco da seta. Questa attività consentiva di reperire qualche piccolo profitto dato che veniva allevato nelle singole abitazioni. Con l'allevamento erano sorte anche le filande; anche Strozza aveva la sua filanda, (l'edificio esiste tuttora) in prossimità del ponte sul torrente Pissarola all'attacco della strada che sale ad Cà Campo.

Pulizia dei bozzoli - Dopo la quarta muta gli allevatori mettevano sulle relle (le stuoie dove tenevano il baco) dei fuscelli (il bosco) dove il baco iniziava ad emettere la particolare bave, il filo di seta; poi finalmente trovato il posto adatto iniziava a costruirsi intorno il bozzolo. Giunti a questo punto era urgente pulire i bozzoli dalla bava superflua (che verrà filata poi dai contadini per proprio conto) e portare i bozzoli in filanda, altrimenti il baco, mutato in crisalide avrebbe bucato il bozzolo rovinando il filo di seta che poteva raggiungere i 2 km di lunghezza.

Pesatura dei bozzoli - I bachi una volta puliti e selezionati, venivano portati alle filande dove venivano pesati per determinare il compenso da dare al contadino. Subito gli operatori della filanda provvedevano, con il vapore o l'acqua calda ad uccidere il baco all'interno del bozzolo per evitare loa sequenza della crisalide che avrebbe rovinato il filo di seta.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu 2015-10-30 11:23:24